Nuove immagini rilasciate dal team di Food for Profit all’interno di due allevamenti intensivi del gruppo Bruzzese Uova mostrano gravi criticità igienico-sanitarie: carcasse di galline abbattute per l’aviaria lasciate all’aria aperta alla portata della fauna selvatica e altre gravi irregolarità.

 

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Un’azienda al centro delle polemiche

Bruzzese Uova è un noto marchio della produzione avicola italiana nato in provincia di Varese negli anni ‘60, che rifornisce la GDO attraverso diversi allevamenti intensivi sul territorio nazionale. L’azienda è attualmente al centro di una dura contestazione da parte del Comitato R.I.S.O., che si batte per impedire che Bruzzese apra un nuovo sito produttivo ad Arborio, comune simbolo del riso italiano.

Alle motivazioni classiche del fronte del “no” si è aggiunta la preoccupazione per la salute pubblica: nel 2025, due strutture del gruppo sono state colpite dall’influenza aviaria. È proprio da questi stabilimenti che provengono le immagini esclusive pubblicate da Food for Profit.

Immagini esclusive dagli allevamenti di Bruzzese

Il primo allevamento, con galline in gabbia, si trova in provincia di Novara. I filmati, girati tra maggio e luglio 2025, mostrano uno scenario critico: carcasse in avanzato stato di decomposizione, galline che beccano animali morti e capi lasciati fuori dai recinti.

All’esterno della struttura è stata documentata anche una fossa contenente cenere: il sospetto è che siano stati bruciati dei rifiuti, sebbene non vi sia certezza sulla natura del materiale smaltito.

Inoltre, dopo gli abbattimenti disposti dall’ATS di Novara a novembre 2025, diverse carcasse sono state avvistate all’aperto. Si tratta di una grave violazione della biosicurezza: i resti infetti esposti all’ambiente possono entrare in contatto con la fauna selvatica, che funge da vettore facilitando la diffusione del virus.

A una settimana di distanza, anche il secondo allevamento della ditta, in provincia di Varese, è risultato infetto. Le riprese effettuate tramite drone mostrano le operazioni di smaltimento: gli operai trasportano le carcasse con delle carriole per poi ammassarle in grandi container. In alcuni frammenti si notano operatori lavorare senza dispositivi di protezione facciale, nonostante la supervisione veterinaria.

La protesta

“Di fronte a queste violazioni, cosa possiamo dire? Molto probabilmente Bruzzese riceverà fondi pubblici per coprire le perdite, nonostante queste immagini scioccanti. Questo video è parte di un’inchiesta più ampia sulla gestione deficitaria della biosicurezza negli allevamenti italiani. Grazie a un accesso agli atti, abbiamo scoperto che dal 2020 al 2025 solo Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno stanziato 266 milioni di euro per abbattimenti e ristori; una cifra stimata al ribasso, dato che la Lombardia non ha fornito la totalità dei dati”.

Mentre attivisti e associazioni hanno già depositato una diffida contro l’azienda, il comitato locale continua la lotta per fermare l’espansione ad Arborio. Proprio in risposta a queste ultime rivelazioni, è stata indetta una nuova protesta per sabato 21 marzo.

Il ritrovo sarà a piazza San Martino ad Arborio per le ore 15:00