IN BREVE |Rilasciamo una nuova inchiesta che documenta le operazioni di abbattimento in uno dei più grandi allevamenti intensivi di galline ovaiole in provincia di Verona. Le immagini, risalenti a un abbattimento degli anni passati, riguardano la struttura della ditta Monaldi, legata al gigante delle uova Eurovo, che in questi giorni è alle prese con le operazioni di abbattimento di oltre un milione di galline, essendo stata colpita per la quarta volta dall’influenza aviaria.

Un capannone pieno di galline morte, abbattute con il gas, e milioni di euro di soldi pubblici dati dai contribuenti. Cosa hanno in comune queste cose? Ve lo spieghiamo con la nostra nuova inchiesta sull’aviaria in Veneto.

 

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L’inchiesta

Abbiamo pubblicato nuove immagini esclusive e davvero d’impatto che mostrano le operazioni di stamping out, cioè l’abbattimento di tutti gli animali, in uno dei più grandi allevamenti intensivi di galline ovaiole d’Italia.

Siamo in provincia di Verona e la struttura appartiene alla ditta Monaldi. Si tratta di un’azienda legata direttamente a Eurovo, uno dei giganti della produzione di uova.

I video che vedete sono gli abbattimenti degli anni passati, ma sappiamo che l’aviaria è tornata ancora una volta nell’allevamento in questi giorni. Nel 2025 proprio qui erano state abbattute 800 mila galline, un numero enorme, ma oggi gli animali da abbattere supererebbero il milione. Considerati i cicli produttivi degli anni 2021, 2023, 2025, 2026 per la quarta volta di fila l’aviaria ha quindi colpito questa struttura.

Le galline vengono soppresse con l’uso di gas che satura la struttura dove sono allevate. Successivamente, gli operai procedono a caricare gli animali nelle carriole per smaltire le carcasse, che sono così numerose da riempire interi container.

Influenza Aviaria, Veneto e soldi pubblici

Il Veneto è la regione che in Italia ha la più alta densità di allevamenti intensivi di polli e galline. Da anni questo territorio affronta le conseguenze delle epidemie di aviaria. Il copione è sempre lo stesso: focolai che scoppiano negli allevamenti nonostante le misure di biosicurezza.

L’influenza aviaria sta raggiungendo numeri record: solo nel 2025 ha colpito ben 699 allevamenti in tutta Europa, 64 di questi in Italia. Il prezzo delle uova nel nostro paese negli ultimi sei mesi è salito del 20%, e alcuni supermercati si sono ritrovati a corto di prodotti. A pagarne le spese siamo tutte e tutti noi, con i nostri soldi.

Sfogliando i documenti ottenuti tramite un accesso agli atti, che pubblichiamo in esclusiva, scopriamo che: 

  • solo nel 2022 la Regione Veneto ha erogato agli allevatori più di 700.000 euro di rimborsi per gli animali abbattuti;
  • per gestire l’emergenza, sempre nel 2022, è stato coinvolto persino l’Esercito, a cui la Regione ha versato oltre 200.000 euro;
  • il Veneto ha attivato un Accordo Quadro preventivo per 4 anni del valore complessivo stimato di oltre 115 milioni di euro con ditte private che si occupano di abbattimento, trasporto e smaltimento carcasse.

E la domanda che ci facciamo è: ma perché a pagare dobbiamo essere tutti noi?
Se gli allevatori e il comparto zootecnico non devono mettere mano al portafoglio, neanche tramite un’assicurazione obbligatoria per fronteggiare le epidemie, saranno davvero incentivati a mantenere gli standard di biosicurezza al massimo per evitare che i virus entrino nei capannoni?

Questi sono soldi pubblici usati per sostenere un sistema che mette a rischio la salute pubblica e che resta in piedi solo grazie a scelte politiche che non privilegiano il bene comune.